Benedetto Castelli - RACCOLTA DI SCRITTI
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Benedetto Castelli (al secolo Antonio) fu matematico e fisico entrò nell’ordine benedettino a soli 17 anni. Fu attento collaboratore del grande Galileo Galilei che lo definì «huomo adornato d’ogni scienza e colmo di virtù, religione e santità». Insegnò all’università di Pisa, quindi alla Sapienza di Roma. Fu impegnato a diffondere e promuovere le idee del suo maestro Galileo, istruendo un'intera generazione di scienziati della “scuola galileiana” che si costituì a Brescia.
Come il suo maestro ebbe problemi con la giustizia, finché si decise che il carcere fosse mutato nel confino all'interno della villa dell'ambasciatore del Granduca di Toscana in Roma, poi in quella dell'arcivescovo Ascanio Piccolomini a Siena, e, infine (poiché egli continuava ad incontrare persone), nell’isolata villa, di sua proprietà, nella campagna di Arcetri.
In questi lunghi anni di confino scrisse i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, dimostrando di pensarla alla stessa maniera di prima dell’abiura. Morì ad Arcetri, assistito da suoi discepoli, Viviani e Torricelli. È tumulato nella Basilica di Santa Croce a Firenze insieme ai massimi fiorentini come Machiavelli e Michelangelo.
Benedetto Castelli - ALCUNI OPUSCOLI FILOSOFICI - DISCORSO SOPRA LA CALAMITA